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Portfolio Editoria


IL CINGHIALE NELL'ANTICHITA' - ARCHEOLOGIA E MITO

 

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Catalogo della mostra IL CINGHIALE NELL'ANTICHITA', ARCHEOLOGIA E MITO.

Nelle civiltà del mondo antico, il cinghiale aveva un forte significato simbolico. Per i celti era un animale sacro, rappresentazione della forza divina allo stato selvaggio. In India la manifestazione della forza creatrice che pone fine al caos originale. Nelle culture mediterranee il cinghiale veniva identificato con la Morte, per il colore scuro e le abitudini notturne: ucciderlo significava sconfiggere l’Oltretomba. Nel mondo greco, fin da Omero, era il simbolo del coraggio virile, dell’indomabile ferocia e dell’audacia propria del guerriero. Per questo i Greci, come spiega lo storico Senofonte, consideravano la caccia al cinghiale un allenamento fondamentale per educare i giovani alla guerra. Gli Etruschi lo ritenevano a diretto contatto con le divinità infernali, lo cacciavano di notte o all’alba, con cani feroci e sembra con pantere, al suono dei flauti. Per i Greci era il kapros, per i Latini il tuscus aper trasformatosi nell’italiano cinghiale, attraverso il volgare toscano cignale.

Il catalogo e la mostra -curati da Margherita Gilda Scarpellini (etruscologa, direttore scientifico del Museo Civico Archeologico di Castiglion Fiorentino)- sono suddivisi in cinque sezioni: Il Cinghiale nei riti e nelle offerte votive, Il Cinghiale nell’iconografia, Il Cinghiale nel mito, Armi e cani e Il Cinghiale nell’Alimentazione.

Simbolo della mostra una stupenda scena di caccia, rappresentata in una matrice di una coppa in terra sigillata aretina (la tipica produzione ceramica dal colore rosso, che in epoca romana rese Arezzo famosa in tutto il mondo). Nella straordinaria scena dal forte senso naturalistico, un cinghiale esce da un canneto, affrontato da un guerriero con una lunga lancia ed un feroce cane; da dietro una bellissima figura maschile nuda, con un leggero mantello mosso dal vento, si torce per raccogliere la forza e colpire l’animale con una scure. Una scena fortemente evocativa, non lontana da quella che doveva essere la realtà. Sappiamo infatti che gli Etruschi cacciavano il cinghiale a gruppi armati, accompagnati da cani particolarmente feroci, discendenti dei mastini assiri, impiegati anche nella caccia all’orso, al cervo e al lupo.

Titolo:
IL CINGHIALE NELL'ANTICHITA', ARCHEOLOGIA E MITO

a cura di:
Margherita Gilda Scarpellini

editore:
TIPHYS Edizioni

contributi di:
Giuseppe Alpini, Marco Apollonio, Paolo Bruschetti, Fiorenzo Catalli, Giuseppina Carlotta Cianferoni, Fabrizio Fabbrini, Sara Faralli, Luca Fedeli, Helena Fracchia, Cristiana Franco, Alessandro Furiesi, Paolo Giulierini, Mario Iozzo, Maurizio Martinelli, Luca Mattioli, Sara Mencarelli, Stella Menci, Valentino Minocchi, Laura Paoli, Giulio Paolucci, Cristina Porciani, Roberta Recanatini, Riccardo Sanos, Massimo Scandura, Margherita Gilda Scarpellini, Valentina Trambusti, Chiara Vagnuzzi, Silvia Vilucchi, P. Gregory Warden, Paola Zamarchi Grassi.

Progetto grafico:
TIPHYS Srl

Anno:
2009

Codice ISBN: 978-88-902943-4-1